Lo studio Rocco si occupa, oltre alla attività ordinaria, della consulenza nel settore del diritto contabile, tributario, societario e fallimentare, al fine di consentire la migliore valutazione dei pro e dei contro delle diverse soluzioni.

Una notevole esperienza è stata maturata nel settore del contenzioso tributario, in particolare nell’ambito degli accertamenti bancari eseguiti dagli uffici tributari.

Tra i principali valori vi è quello di fornire una consulenza trasversale in modo da permettere alle imprese le scelte più consapevoli.

All’attività professionale si aggiunge quella scientifica, che consiste nella pubblicazione di articoli di dottrina sulle principali riviste italiane, di diritto tributario e da ultimo su quelle di diritto fallimentare. Di seguito, in fondo a questa pagina, scorrono gli estratti parziali di alcuni articoli pubblicati sulle corrispondenti riviste; essi comunque sono parzialmente visibili nella Pagina delle pubblicazioni, facendo click sul numero posizionato nella prima colonna della tabella.

Tali articoli sono la garanzia per la clientela di un costante aggiornamento e di una elevata qualità delle prestazioni di assistenza offerte.

Di prossima pubblicazione (agosto 2020) le seguenti note

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Causa e data: C-235/18 del 15 maggio 2019, ECLI:EU:C:2019:412

 

Parti in causa: Vega International Car Transport and Logistic – Trading GmbH contro Dyrektor Izby Skarbowej w Warszawie

La Vega International (AT) acquista carburante che viene utilizzato dalle proprie controllate, esercenti l’attività di autotrasporto. La società riceve le fatture di acquisto e a fine mese rifattura alle proprie controllate, tra cui la Vega Poland (PL), il carburante così “ceduto”, maggiorando il corrispettivo del 2%.

Ma la richiesta, da parte della Vega International (AT), di rimborso dell’Iva polacca viene respinta dal fisco polacco perché la ri-fatturazione, alle proprie controllate, non poteva considerarsi una cessione di carburanti (prestazioni imponibili), bensì un contratto di finanziamento all’acquisto di carburante (prestazioni esenti). Dunque l’Iva sugli acquisti, ovvero l’Iva chiesta a rimborso, non poteva essere recuperata dalla società austriaca. …………….

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Causa e data: Causa c-568/17, 8 maggio 2019, ECLI:EU:C:2019:388

Parti in causa: Staatssecretaris van Financiën contro L.W. Geelen

La prima questione involge due profili: la natura dell’attività svolta (attività ricreativa o meno) e il luogo di effettuazione (sede di chi ha organizzato il servizio o sede dove il servizio viene consumato), al fine di stabilirne l’imponibilità iva.

Circa la natura dell’attività svolta, l’aspetto problematico è che essa avveniva a distanza, tramite internet, ovvero consisteva in un intrattenimento, attraverso una piattaforma hardware e software fornita ai propri clienti – per avventura tutti residenti nei medesimi Paesi Bassi -, in cui detti clienti potevano, in diretta, interagire con dei modelli, che però si trovavano nelle Filippine…………….

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Causa e data: C-707/18 del 19 dicembre 2019, ECLI:EU:C:2019:1136

Parti in causa: Amărăşti Land Investment SRL contro Direcţia Generală Regională a Finanţelor Publice Timişoara e Administraţia Judeţeană a Finanţelor Publice Timiş

La controversia nasce dal rifiuto di rimborso dell’iva pagata su un costo, secondo la legge a carico del venditore, ma che la società acquirente, nel caso specifico, si era accollato. Per la Corte i costi, così sostenuti dall’accollante, sebbene rimangano a carico dell’acquirente per effetto della mancata ri-fatturazione al venditore, si considerano comunque sostenuti a titolo personale, ovvero sostenuti in nome proprio ma per conto del “venditore” ai sensi dell’art. 28 (che riguarda le prestazioni di servizi), o dell’art. 14, paragrafo 2, lettera c) (che riguarda invece le cessioni di beni) della Direttiva 2006/112 …………….

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Causa e data: C-459/18, 17 ottobre 2019, ECLI:EU:C:2019:871

Parti in causa: Argenta Spaarbank NV contro Belgische Staat

Il tema è la libertà di stabilimento, ex art. 49 TFUE, che la Corte solitamente declina in modo diverso: per lo stato di origine l’ostacolo deve impedire o rendere più difficile l’accesso al mercato interno e la verifica avviene secondo il c.d. giudizio di restrizione. Invece, per lo stato ospitante l’ostacolo si ha in presenza di un trattamento meno favorevole ai soggetti che esercitano la libertà fondamentale e la verifica avviene secondo il c.d. giudizio di discriminazione. …………….

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Causa e data: C-513/18 del 30 gennaio 2020, ECLI:EU:C:2020:59

Parti in causa: Autoservizi Giordano società cooperativa contro Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio di Palermo

L’Italia può negare al trasporto occasionale di passeggeri l’aliquota ridotta dell’accisa sul gasolio, invece accordata al trasporto regolare, purché ciò non violi il principio di parità di trattamento, circostanza che il giudice del rinvio deve verificare, assumendo il confronto dal punto di vista del consumatore finale…………..

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Inoltre, sul n. 2 del 2019 della rivista “DIRITTO E PRATICA TRIBUTARIA” è pubblicato il seguente articolo “La prescrizione dei crediti tributari nell’ambito del fallimento: ancora incerta la giurisdizione”.

L’abstract è il seguente:

Sono escluse dalla giurisdizione tributaria le controversie riguardanti gli atti dell’esecuzione forzata tributaria “successivi alla notifica della cartella di pagamento”. Tuttavia la prescrizione del credito tributario, maturata dopo la notifica della cartella, pone all’interprete l’interrogativo se si ripristini o meno la giurisdizione tributaria. A questo interrogativo si aggiunge la particolarità del fallimento, in cui le norme sulla riscossione sarebbero inutili visto che nessuna esecuzione individuale ci potrà essere. Questi due profili sono analizzati dall’Autore, unitamente alla circostanza che il curatore conosce dell’esistenza del credito tributario non a seguito della notifica di un atto tributario bensì nel momento in cui riceve la domanda di ammissione al passivo.

L’indice sommario è:

  1. La posizione della Cassazione e la successiva sentenza della Corte costituzionale. – 2. Precisazioni preliminari circa la incontrovertibilità della pretesa tributaria. – 3. Il dibattito recente sulla giurisdizione in ambiti diversi da quello fallimentare. – 4. Alcune particolarità della riscossione dei tributi nel fallimento. – 4.1. L’orientamento estremo circa la pretesa inutilità del ruolo. – 4.2. La notifica della cartella, i termini di decadenza e lo scioglimento della riserva. – 4.3. Prima conclusione circa la complementarietà tra le norme tributarie e quelle fallimentari e la novella del 2015. – 5. Altre particolarità della riscossione dei tributi nel fallimento. – 5.1. La giurisdizione circa la definitività del titolo. – 5.2. I privilegi: un’altra peculiarità. – 6. Conclusioni.

Il titolare dello “Studio commercialista Rocco” è Giuseppe Rocco, dottore commercialista, iscritto all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Avellino. Svolge l’attività professionale da oltre venti anni.

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Oppure si veda Tabella delle aliquote nominali di tassazione dei principali paesi stranieri

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